Salta al contenuto
Fisica Tecnica Università di Cagliari · DICAAR
Ingegneria e Architettura

Strumenti

Psicrometria

Le trasformazioni dell'aria umida, con il calore scambiato diviso nella parte sensibile — quella che cambia la temperatura — e nella parte latente, quella che cambia il contenuto di vapore. Il diagramma non è un'immagine: è disegnato dalle stesse formule che fanno i conti, quindi il punto calcolato e il punto disegnato sono lo stesso punto.

Trasformazione
Stato iniziale
Batteria fredda
È la temperatura media della superficie alettata: il punto di rugiada dell'apparato (ADP). Tipicamente fra 7 e 13 °C.
La frazione d'aria che passa fra le alette senza toccarle e resta com'era. Da 0,05 (batteria a molti ranghi) a 0,20 (pochi ranghi, aria veloce).
Facoltativo
Senza portata i risultati sono per chilogrammo di aria secca, che è la forma in cui si ragiona sul diagramma. Con la portata diventano potenze in kW.
Cambia la pressione e quindi la curva di saturazione: il diagramma si ridisegna con quella giusta. Ora 101325 Pa.
Il puntatore sul disegno mostra temperatura, umidità ed entalpia del punto; con un clic quel punto diventa lo stato iniziale. Il diagramma stampato resta quello statico.
90% 80% 70% 60% 50% 40% 20% 10% 30% 5 10 15 20 25 30 35 40 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 temperatura a bulbo secco [°C] umidità specifica [g/kg aria secca] A B ADP
Raffreddamento con deumidificazione. Stato iniziale in A, finale in B. Il punto di rugiada dell'apparato in ADP, sulla curva di saturazione.
-34,98 kJ/kgas

Calore totale scambiato, per chilogrammo di aria secca. Negativo: l'aria lo cede.

Calore sensibile
-19,54 kJ/kgas
Calore latente
-15,44 kJ/kgas
Fattore termico
0,559
Acqua scambiata
-6,113 g/kgas
ADP
11,0 °C

Per avere le potenze in kW indica una portata d'aria nel riquadro «Facoltativo».

Gli stati

Punto temperatura
°C
umidità rel.
%
umidità spec.
g/kg
entalpia
kJ/kg
rugiada
°C
bulbo umido
°C
A 32,0 50,0 14,96 70,49 20,3 23,7
B 13,1 94,2 8,84 35,51 12,2 12,6
ADP 11,0 100,0 8,16 31,65 11,0 11,0

Come si scompone il calore

L'entalpia dell'aria umida somma il contributo dell'aria secca e quello del vapore:

h = 1{,}006 \, t + x \, (2501 + 1{,}86 \, t)

Il calore totale scambiato è la differenza di entalpia fra i due stati. La parte sensibile è quella che si avrebbe portando l'aria alla temperatura finale senza toccarne il contenuto d'acqua, la latente è il resto:

q_{\text{sen}} = (1{,}006 + 1{,}86 \, x_1)\,(t_2 - t_1) \qquad q_{\text{lat}} = q_{\text{tot}} - q_{\text{sen}}

Scritte così le due parti sommano esattamente al totale, senza residui — ed è la proprietà che le prove automatiche del progetto controllano. Il loro rapporto è il fattore termico:

R = \frac{q_{\text{sen}}}{q_{\text{tot}}}

che sul diagramma è la pendenza della retta di trasformazione. Vale 1 per una trasformazione tutta sensibile — segmento orizzontale — e tende a 0 quando il calore è quasi tutto latente, cioè quando il segmento è quasi verticale. Nell'umidificazione adiabatica il totale è nullo e il rapporto non significa niente: sensibile e latente sono uguali e opposti, e la tabella scrive un trattino.

La batteria fredda e il fattore di by-pass

Una batteria vera non ha una sola temperatura superficiale, e l'aria che ne esce non è mai esattamente satura. Il modello con cui si progetta è questo: una frazione dell'aria — il fattore di by-pass f — passa fra le alette senza toccarle e resta com'era; il resto esce saturo alla temperatura della batteria, il punto di rugiada dell'apparato. All'uscita i due flussi si rimescolano, e lo stato finale cade sul segmento che unisce lo stato iniziale all'ADP:

t_2 = f \, t_1 + (1-f) \, t_{\text{ADP}} \qquad x_2 = f \, x_1 + (1-f) \, x_{\text{ADP}}

Sul diagramma l'ADP è segnato in azzurro sulla curva di saturazione, e la costruzione che lo raggiunge è tratteggiata: l'aria non ci passa, ci passa la squadretta.

Che cosa è questo strumento, e che cosa non è

È materiale didattico. Serve a vedere come si muovono le cose — raddoppio la massa e cosa guadagno, sposto un parametro e dove va il risultato — e a far capire un procedimento che altrimenti resta una formula sul quaderno. I metodi di calcolo sono quelli delle norme citate; le costanti che vengono dalle norme sono riportate fedelmente, perché una costante sbagliata insegnerebbe una cosa sbagliata.

Ma i modelli sono semplificati, e ogni pagina dice i suoi: dove si calcola invece di misurare, dove si usa un valore tipico invece di un dato di prova, dove la norma distingue casi che qui sono accorpati. Lo scarto rispetto a una misura in opera è di qualche decibel, e in acustica qualche decibel è la differenza fra un collaudo passato e uno fallito.

Quindi: non si firma niente con questi numeri. Una valutazione previsionale si fa con i dati di prova dei prodotti che si installano davvero, con il modello dettagliato dove serve, e da parte di chi se ne assume la responsabilità. Qui si impara come funziona.

Da qui