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Fisica Tecnica Università di Cagliari · DICAAR
Ingegneria e Architettura

Strumenti

Impianto a tutt'aria

L'esercizio che si fa sul diagramma con la squadretta, con gli stessi passaggi e nello stesso ordine: dai carichi dell'ambiente al fattore termico, dalla temperatura di mandata alla portata, dalla portata di rinnovo al punto di miscela, e da lì alla potenza delle batterie. Nessuna stagione da dichiarare al calcolo: quali apparecchi servano lo dicono i numeri, e cambiando i dati si vede cambiare l'impianto.

Regime
Cambiando stagione i campi si riportano ai valori tipici: restano modificabili.
Aria esterna
Ambiente
Serve per i ricambi orari: non entra nei bilanci.
Carichi
Sole, illuminazione, apparecchi, persone: tutto quello che scalda l'aria.
Il vapore immesso nell'ambiente, in pratica le persone: circa 60 W latenti a testa per un'attività sedentaria, cioè una ottantina di grammi d'acqua all'ora. Si può scrivere nei due modi: qui vale 2,00 kW = 2,82 kg/h, con il calore di vaporizzazione a 26 °C, cioè 2549 kJ/kg. Positivo anche d'inverno — si respira anche a gennaio, ed è il motivo per cui la mandata deve essere più secca dell'ambiente in ogni stagione.
Impianto
Quella che non si ricircola. Per un'aula la UNI 10339 chiede circa 11 l/s a persona, cioè 40 m³/h: trenta studenti fanno 1200 m³/h.
Di quanto la mandata si scosta dall'ambiente. Più grande, meno portata e meno canali; troppo grande, correnti d'aria avvertibili.
Lasciandola vuota si usa il salto qui sopra.
Conta solo quando serve aggiungere acqua all'aria.
Ora 101325 Pa.
Il puntatore sul disegno mostra temperatura, umidità ed entalpia del punto; con un clic quel punto diventa lo stato iniziale. Il diagramma stampato resta quello statico.
90% 80% 70% 60% 50% 40% 20% 10% 30% 5 10 15 20 25 30 35 40 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 temperatura a bulbo secco [°C] umidità specifica [g/kg aria secca] E A M I ADP
E aria esterna, A ambiente, M miscela, I mandata. ADP è il punto di rugiada dell'apparato, sulla saturazione. In ambra la retta ambiente, da I ad A: la sua pendenza è il fattore termico. Tratteggiata la congiungente E–A, su cui la miscela deve cadere.
731 l/s

Portata d'aria di mandata: 2632 m³/h, cioè 0,879 kg/s di aria secca.

Ricambi orari
8,8 vol/h
Temperatura di mandata
16,0 °C
Fattore termico
0,818
Aria di rinnovo
900 m³/h
Aria di ricircolo
1851 m³/h
Frazione di aria esterna
32,1 %
ADP della batteria
12,2 °C
Fattore di by-pass
0,240
Potenza frigorifera
15,96 kW
Potenza termica
—
Condensato prodotto
7,36 kg/h

Gli stati dell'aria

Punto Dove temperatura
°C
umidità rel.
%
umidità spec.
g/kg
entalpia
kJ/kg
E presa d'aria esterna 32,0 50,0 14,96 70,49
A ambiente, e ripresa 26,0 50,0 10,50 52,91
M dopo la miscela 27,9 50,6 11,93 58,56
I mandata in ambiente 16,0 84,7 9,60 40,40
ADP superficie della batteria 12,2 100,0 8,87 34,70

Gli apparecchi

Apparecchio Da → a totale
kW
sensibile
kW
latente
kW
specifico
kJ/kg
Batteria fredda 27,9 → 16,0 °C -15,96 -10,79 -5,17 -18,16

Verifica

L'aria immessa in I, scaldandosi e inumidendosi fino ad A, deve smaltire esattamente i carichi di partenza. È il controllo che si fa alla fine dell'esercizio, e qui è fatto sugli stessi numeri appena calcolati.

Bilancio richiesto
kW
reso dall'aria
kW
Sensibile 9,000 9,000
Latente 2,000 2,000

I passaggi, nell'ordine

1. Il fattore termico dell'ambiente

Il rapporto fra carico sensibile e carico totale dice com'è inclinata la retta su cui l'aria di mandata deve stare:

R = \frac{Q_{\text{sen}}}{Q_{\text{sen}} + Q_{\text{lat}}}

Vale 1 se nell'ambiente non si produce vapore — retta orizzontale — e scende man mano che le persone contano di più. Un valore basso, sotto 0,5 circa, è il segnale che la batteria fredda da sola non ce la farà: ci vorrà un post-riscaldamento.

2. La portata

Scelta la temperatura di mandata, la portata segue dal bilancio del solo calore sensibile:

\dot m = \frac{Q_{\text{sen}}}{(1{,}006 + 1{,}86\,x_I)\,(t_A - t_I)}

Il calore specifico dipende dall'umidità della mandata, che però dipende dalla portata: si itera un paio di volte e la cosa si chiude. Dividendo la portata volumetrica per il volume dell'ambiente si ottengono i ricambi orari, che sono il numero con cui si giudica se la portata è ragionevole: in un'aula stanno fra 6 e 12 vol/h.

3. L'umidità della mandata

Dal bilancio dell'acqua, con il calore di vaporizzazione valutato alla temperatura dell'ambiente:

x_I = x_A - \frac{Q_{\text{lat}}}{\dot m \,(2501 + 1{,}86\,t_A)}

Questo è il punto I: più freddo e più secco dell'ambiente d'estate, più caldo e ancora più secco d'inverno. Più secco in ogni caso, perché il vapore delle persone va portato via in ogni stagione.

4. La miscela

Aria esterna e aria di ricircolo si mescolano senza scambiare calore con l'esterno: il punto M cade sulla congiungente E–A e la divide in parti inversamente proporzionali alle portate — la regola della leva. È l'unica parte dell'esercizio in cui non c'è nessuna potenza da calcolare.

5. Gli apparecchi

Resta da andare da M a I, e qui non si decide nulla a priori. Se I è più secco di M bisogna togliere acqua, e allora serve una batteria fredda: se il prolungamento della retta M–I incontra la curva di saturazione, quel punto è l'ADP e una batteria sola basta; se non la incontra, la batteria porta l'aria a saturazione all'umidità voluta e ci vuole un post-riscaldamento. Se invece I è più umido di M bisogna aggiungere acqua, e servono una batteria calda e un umidificatore — con il vapore la temperatura resta quasi ferma, con il pacco bagnato l'aria si raffredda umidificandosi, quindi si preriscalda di più.

Le potenze sono sempre differenze di entalpia per la portata, e la somma delle potenze dei singoli apparecchi è il salto totale da M a I. Il codice è in FisicaTecnica.Contenuti/Calcolo/Impianto.cs.

Che cosa è questo strumento, e che cosa non è

È materiale didattico. Serve a vedere come si muovono le cose — raddoppio la massa e cosa guadagno, sposto un parametro e dove va il risultato — e a far capire un procedimento che altrimenti resta una formula sul quaderno. I metodi di calcolo sono quelli delle norme citate; le costanti che vengono dalle norme sono riportate fedelmente, perché una costante sbagliata insegnerebbe una cosa sbagliata.

Ma i modelli sono semplificati, e ogni pagina dice i suoi: dove si calcola invece di misurare, dove si usa un valore tipico invece di un dato di prova, dove la norma distingue casi che qui sono accorpati. Lo scarto rispetto a una misura in opera è di qualche decibel, e in acustica qualche decibel è la differenza fra un collaudo passato e uno fallito.

Quindi: non si firma niente con questi numeri. Una valutazione previsionale si fa con i dati di prova dei prodotti che si installano davvero, con il modello dettagliato dove serve, e da parte di chi se ne assume la responsabilità. Qui si impara come funziona.

Da qui