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Fisica Tecnica Università di Cagliari · DICAAR
Ingegneria e Architettura

Strumenti

Trasmittanza di una parete

Si scrive la stratigrafia da dentro verso fuori e si leggono resistenza, trasmittanza, temperatura a ogni interfaccia e margine rispetto al punto di rugiada. Il procedimento è quello della UNI EN ISO 6946, mostrato per intero.

Condizioni
Decide le resistenze superficiali Rsi e Rse.
Sullo spessore reale il diagramma sta sotto la sezione e si vede in quale strato condensa; su sd la pressione di vapore torna una retta.
Stratigrafia, da dentro verso fuori
nome; spessore m; λ W/mK; densità kg/m³; μ
Per un'intercapedine d'aria si scrive R=0,18 al posto della λ.
0,341 W/(m²·K)
Resistenza totale
2,930 m²K/W
di cui strati
2,760 m²K/W
Rsi + Rse
0,13 + 0,04 m²K/W
Spessore
31,0 cm
Massa superficiale
209,6 kg/m²
Flusso a 20/0 °C
6,83 W/m²
Intonaco di gesso Laterizio forato Polistirene espanso Laterizio forato Intonaco di calce interno esterno 12 cm 8,0 cm 8,0 cm totale 31 cm -0 5 10 15 20 temperatura, °C rugiada 13,2 °C 19,1 °C 0,3 °C spessore della parete, cm 0 5 10 15 20 25 30
Sezione in scala, interno a sinistra, spessori in centimetri. Ogni materiale ha il suo colore e il suo tratteggio, e due strati dello stesso materiale si assomigliano. Sotto, la temperatura lungo lo spessore: i due tratti alle estremità sono i salti sulle resistenze superficiali, che avvengono nell'aria e non nella parete. Dove la pendenza è più ripida, lì sta la resistenza — è la pendenza a dirlo, non il colore.

Temperature alle interfacce

Il punto di rugiada dell'aria interna, a 20 °C e 65 % di umidità relativa, vale 13 °C. Nella quarta colonna, di quanto ogni interfaccia gli sta sopra.

InterfacciaR m²K/WT °CRispetto alla rugiada
Superficie interna 0,130 19,11 +5,9 °C
Intonaco di gesso 0,021 18,97 +5,7 °C
Laterizio forato 0,300 16,92 +3,7 °C
Polistirene espanso 2,222 1,75 11,5 °C sotto
Laterizio forato 0,200 0,39 12,8 °C sotto
Intonaco di calce 0,017 0,27 13,0 °C sotto

Niente condensa superficiale. La faccia interna sta a 19,1 °C, cioè 5,9 gradi sopra il punto di rugiada (13,2 °C).

Fattore di temperatura fRsi = 0,956. È il criterio della UNI EN ISO 13788: più è vicino a 1, più la superficie interna resta calda e meno la parete è a rischio.

Profilo di Glaser

A ogni interfaccia, la pressione di vapore effettiva contro quella di saturazione. Dove la prima raggiunge la seconda, il vapore condensa dentro la parete.

Intonaco di … Laterizio fo… Polistirene … Laterizio fo… Intonaco di … interno esterno 0 500 1000 1500 2000 pressione di saturazionepressione di vapore 0,0 1,5 13,5 21,5 29,5 31,0 spessore della parete, cm pressione di vapore, Pa
In ascissa c'è lo spessore della parete in centimetri, lo stesso della sezione qui sopra: i confini fra gli strati cadono negli stessi punti, e si vede in quale strato succede quello che succede. La pressione di vapore però non è più una retta — si spezza a ogni strato, perché a parità di centimetri un materiale può opporre al vapore cento volte quello che oppone un altro. Per vederla dritta si passa all'asse dello spessore equivalente, qui sopra nel modulo.

Dove la retta passerebbe sopra la curva di saturazione si ferma, perché una pressione di vapore maggiore della saturazione non esiste: il vapore in eccesso condensa. La linea rossa è il profilo che si realizza davvero — il «filo teso» appoggiato alla curva — e il punto in cui la tocca è il piano di condensazione. La tratteggiata grigia, quando compare, è la retta che si sarebbe avuta senza quel limite: la distanza fra le due è l'acqua che resta nella parete.
Interfaccia sd m pv Pa psat Pa
Superficie interna 0,00 1520 2213
Intonaco di gesso 0,15 1498 2193
Laterizio forato 1,11 1358 1928
Polistirene espanso 5,91 657 694
Laterizio forato 6,55 563 629
Intonaco di calce 6,85 520 623

Calcolato con umidità relativa esterna all'85%. La colonna pv riporta la pressione che il vapore può davvero assumere, cioè quella dopo la costruzione del filo teso: una pressione di vapore non può superare la saturazione, e dove la retta teorica ci passerebbe sopra, quel vapore condensa invece di restare tale. È il metodo di Glaser stazionario: serve a vedere dove nasce il problema, non a sostituire il bilancio mensile della UNI EN ISO 13788 richiesto per legge.